Dal libro "L'UMILE PORTA" contributi e studi
Comune di Sedegliano, Regione Autonoma Friuli V.G., Provincia di Udine, Progetto Integrato Cultura del Medio Friuli Associazione Culturale Padre David Turoldo

LA CASA PATERNA DI PADRE DAVID A CODERNO DI SEDEGLIANO


Coderno, dove padre David è nato nel 1916 è una piccola frazione del Comune di Sedegliano a circa 20 Km. da Udine.
La casa della sua famiglia era compresa in un cortile, tipica organizzazione della civiltà contadina; il corpo di fabbrica in cui si stagliava il portico di ingresso era adibito ad abitazione, mentre nel cortile, improntato a grande semplicità ed essenzialità erano sistemate le costruzioni ad uso rustico e agricolo.
La casa era composta da una cucina al piano terra, da due camere da letto al primo piano e da un sottotetto, funzionante da magazzino: essa è giunta quasi intatta fino a nostri giorni ed è stata donata dall'ultimo proprietario al Comune di Sedegliano con lo scopo di ricordare p. David.
Il Comune, con il contributo della Regione Friuli V.G., ha provveduto ad accorpare altri locali a quelli della famiglia Turoldo: si è ottenuto in questo modo un nucleo significativo, indipendente dal resto del complesso edilizio, avente una superficie di circa mq. 100 per tre piani.

Una casa friulana di fine ottocento spartita da un grande portone che la attraversa e la divide quasi in parti uguali approdando ad un cortile interno che la raccoglie aprendola al sole di mezzogiorno; frutto di un gran numero di sassi di fiume ordinati da schegge di coppi imbevute di malta; ravvivata discretamente da lineari finestre poste quasi a raddolcire la solidità della massa muraria, a rischiarare gli interni avidi di luce; fasciata da scale esterne con poggioli di legno, necessario accesso alle camere, più che ornamento, luogo di maturazione di alcuni fra i pochi e sudati raccolti che trovavano collocazione nel solaio; arricchita nel portico da porte d'accesso segnate da sobri ornamenti di mattone nell'arco e negli stipiti; parcellizzata in povere e anguste stanzette ricavate dalle divisioni familiari nel susseguirsi delle generazioni sempre più povere e ricche di figli: questa la casa dove è nato David Turoldo nella sua originaria struttura e riproposta a noi nel ripristino a "memoria e centro culturale".

Ambiente, forme, materiali hanno lasciato in Turoldo una traccia indelebile e sono diventati simboli, archetipi, memorie e trasfigurazioni di un modo d'essere, di pensare, di vivere.
I sassi prima di tutto: questo cumulo informe che "ordinato" diventa parete, casa, realtà che ospita, che raccoglie, che protegge. Sparsi, diversi, estranei, se raccolti, se messi insieme ordinatamente diventano "casa", realtà condivisa e che condivide affetti, gioie, fatiche, speranze.

Il sasso diventa idealmente "pietra" quando una connotazione antropologica la usa come metafora di una modalità d'esistenza: "forte come una pietra", "solido come una pietra"; le stesse parole possono essere una pietra: scarne, essenziali, efficaci, dirompenti; una ulteriore simbiosi può accomunare uomini, parole, pietre. Il portone con il suo sottoportico, questo grande "foro" che dice approdo e apertura, che accoglie, mette insieme, prepara coralmente ad una sosta corale, ad uno scambio, ad una crescita partecipe e condivisa.
Il portone a cui si arriva, che attraversa il corpo del fabbricato, che immette in una corte può indicare un itinerario, un percorso che nelle accezioni più compiute può evocare un pellegrinaggio che è esodo e promessa insieme.
Armonia tra persone e creature viventi, che vivono come ospiti che si servono, nel rispetto vicendevole.


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